“Questo poeta mente…”: Le ipotesi incendiare di Cecco Angiolieri

Conobbi questa poesia ai tempi dell’Università (la mia prima laurea è in Lettere) e fu un colpo di fulmine istantaneo che prosegue felice ancor oggi. Me la sono sentita cucita addosso, nell’irriverenza spavalda, amara come quando rovesciate un tavolo per rabbia o tirate del vino addosso a chi ha superato il limite del fastidio che possiamo concedergli di darci.

Magnifico Cecco Angiolieri, dissacratore, con i suoi versi al tritolo, anche della corrente del Dolce Stil Novo. Contemporaneo di Dante, ne è distante in realtà come provenisse da un’altra galassia.

Un’onda dell’Oceano Pacifico altissima è questa sua poesia che sale alta in crescendo per rovesciare annientandosi a riva negli ultimi tre versi. Infatti, dopo aver desiderato di essere vari elementi naturali, con cui distruggere il mondo, si immagina papa, dio ed imperatore. Passa poi ad annientare i propri genitori. Per appunto finire, e sembra di vederlo sorridere soddisfatto di essersi beffato di tutti noi che ne abbiamo seguito le varie metamorfosi come incantati dai giochi di un mago, dicendoci che è solo Cecco il gaudente di femminee bellezze.

Ricorda nel suo crescendo e decrescendo “Io se fossi dio” dell’immenso mio amatissimo Gaber. Non ho dubbi la conoscesse. Buona ascolto, dunque, e buona lettura.

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;

s’i fosse vento, lo tempestarei;

s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;

s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;

s’i fosse papa, allor serei giocondo,

ché tutti cristiani imbrigarei;

s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;

a tutti tagliarei lo capo a tondo.

S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;

s’i fosse vita, non starei con lui;

similemente faria da mi’ madre.

Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,

torrei le donne giovani e leggiadre:

le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Laura De Santis

Racconti di strada – Il parcheggiatore gentiluomo

Cosa sono i racconti di strada? Sono brevi attimi di vita metropolitana carpiti con uno sguardo lanciato un po’ più in là della schermata dell’Iphone; storie vere inventate a partire da un sorriso o una risata; visioni improvvise che illuminano le mie giornate piene di autobus, metro e lunghe camminate a piedi.

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“Questo poeta mente…”: Dietro lo sguardo di un gatto (e di Baudelaire)

Il rapporto tra i felini e Baudelaire è sempre stato molto stretto. Questo vale, a ben vedere, per molti scrittori, che avevano come amici fidati questi regali animali, traendone ispirazione profonda.

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Racconti di strada – Il canto di Shiva, la “pappagallina”

Cosa sono i racconti di strada? Sono brevi attimi di vita metropolitana carpiti con uno sguardo lanciato un po’ più in là della schermata dell’Iphone; storie vere inventate a partire da un sorriso o una risata; visioni improvvise che illuminano le mie giornate piene di autobus, metro e lunghe camminate a piedi.

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“Questo poeta mente…”: L’altrove di Anna Andreevna Achmatova

Quando qualcuno che abbiamo amato va altrove, quale che sia questo ‘altrove’, la prima cosa che avvertiamo in noi è la lacerazione. Come se il cuore inghiottisse persino se stesso e le energie svaniscono ed è quel vuoto in noi, lasciato da chi lo occupava, ci fiacca. Continua a leggere ““Questo poeta mente…”: L’altrove di Anna Andreevna Achmatova”

Racconti di strada – Gli Artisti del traffico palermitano

Cosa sono i racconti di strada? Sono brevi attimi di vita metropolitana carpiti con uno sguardo lanciato un po’ più in là della schermata dell’Iphone; storie vere inventate a partire da un sorriso o una risata; visioni improvvise che illuminano le mie giornate piene di autobus, metro e lunghe camminate a piedi.

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“Questo poeta mente…”: Montale e il correlativo oggettivo dell’immortalità

Quando sento allievi lamentarsi dell’analisi grammaticale e logica o del solfeggio, ovvero quindi di tutto quello che riguarda la ‘struttura’ di una frase letteraria o musicale, sorrido.

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